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Breve introduzione sulle Azioni
Le Azioni sono titoli che rappresentano una quota della proprietà di una Società . Per diventare socio di una Società per Azioni (S.p.A.) o di una Accomandita per Azioni (S.a.p.a.) basta possedere una azione. Il valore di Mercato della totalità delle Azioni di una Società è detta capitalizzazione.
Le Azioni che vengono scambiate sul Mercato regolamentare (Borsa) sono chiamate flottante. In Italia molte Società hanno un flottante ridotto rispetto al numero complessivo delle Azioni e per questo hanno un Prezzo in Borsa che si discosta dal valore intrinseco. In teoria il valore totale dato ad una S.p.A. dal mercato dovrebbe corrispondere alla somma del valore totale dei beni e servizi prodotti. Nella realtà non è mai così, a causa delle operazioni speculative di cui possono essere oggetto le Società quotate.
Il rendimento di una azione dipende dall’incremento (o decremento) del valore dell’azione in un dato periodo a cui si aggiungono eventuali dividendi pagati nello stesso periodo. A seconda che un investitore sia maggiormente interessato all’una o all’altra variabile, dividiamo l’insieme degli azionisti in cassettisti e speculatori: I cassettisti tendono a tenere le azioni in portafoglio per lunghi periodi, generalmente poiché sono interessati a diritti di natura amministrativa come il diritto di voto e cioè il controllo della stessa Società e la partecipazione all’utile futuro attraverso il dividendo. Gli speculatori, al contrario, non sono interessati ai diritti amministrativi e mantengono in portafoglio le Azioni per un breve arco di tempo, aspettando che il loro prezzo salga abbastanza per permettere loro di realizzare una plusvalenza; se consideriamo poi che il breve tempo di detenzione delle azioni spesso non permette loro nemmeno di percepire i dividendi, il loro interesse si concentrerà sul prezzo dell’azione.
Il Modello di Gordon ci permette di calcolare il rendimento per il cassettista:
P = {D1}/{R-i} ossia r = ({D1}/{P}) + i
Dove P è il prezzo dell’azione D1 è il dividendo al tempo 1 R è il rendimento atteso dall’azionista i è il tasso di crescita del dividendo: si ipotizza che il dividendo nel tempo cresca. i a volte viene uguagliato al tasso di inflazione, in modo tale che il valore del dividendo in termini reali sia sempre lo stesso.
R = rrf+B*(rmktM-rrfM)
rrf = tasso di rendimento risk free (di solito si prende il BTP di durata decennale) B(rmktM-rrfM) è il premio per il rischio, ossia: B= rischiosità relativa dell’investimento in essere rispetto al mercato (è un coefficiente che se maggiore di uno indica un investimento più rischioso rispetto a quello del mercato, se minore di uno indica un investimento meno rischioso rispetto a quello del mercato) rmktM= tasso di rendimento medio di mercato (es, prendere la media dell’indice del mercato considerato) rrfM= tasso di rendimento medio risk free.
Il rendimento dello speculatore è dato sostanzialmente dal calcolo della plusvalenza sull’Azione e cioè dalla differenza fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.
L’analisi fondamentale fornisce alcuni indicatori per verificare la sottovalutazione o la sopravalutazione di un Titolo.
Gli indicatori principalmente utilizzati sono: Book value: (Patrimonio netto / N. azioni in circolazione) Earnings per share (EPS): (Utili netti / N. azioni in circolazione) Price to book value: (Prezzo del titolo / Book value) Price earnings: (Prezzo del titolo / Earnings per share)
Le azioni compongono il capitale sociale di un’impresa, che è registrato come voce del Patrimonio Netto dello Stato Patrimoniale. La Riforma del diritto societario ha introdotto in Italia tipologie di azioni che non hanno gli stessi diritti di proprietà e di voto di quelle tradizionali. La legge impone una percentuale massima del capitale sociale che è del 50% per questo tipo di azioni. La limitazione dei diritti degli azionisti incide al ribasso sul sovrapprezzo applicabile al valore nominale dell’azione. La limitazione dei diritti degli azionisti tipicamente non tocca i diritti patrimoniali di partecipazione agli utili.
- Azioni ordinarie Sono le azioni che non rientrano in nessuna delle categorie seguenti. Assegnano diritti patrimoniali quali il diritto al dividendo, diritto al rimborso del capitale in caso di scioglimento della società e il diritto di opzione in caso di aumento del capitale; assegnano anche diritti amministrativi tipicamente quello di voto nell’assemblea ordinaria e straordinaria della società .
- Azioni privilegiate Le azioni privilegiate sono azioni nominative che assicurano all’azionista la precedenza nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale all’atto dello scioglimento della società . Dati questi privilegi i portatori di azioni privilegiate subiscono delle limitazioni nel diritto di voto, che è precluso nelle assemblee ordinarie, mentre è concesso in quelle straordinarie. Attribuiscono inoltre ai loro possessori diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un determinato settore...
- Azioni di risparmio Sono azioni prive del diritto di voto nell’assemblea ma privilegiate nella distribuzione del dividendo, poiché la società emittente deve distribuire utili ai titolari di queste azioni fino ad almeno il 5% del valore nominale delle azioni stesse. Sono, solitamente, destinate ai piccoli risparmiatori che cercano più il rendimento dell’investimento che l’esercizio del diritto di voto. Sono state istituite in Italia con la legge 7 giugno 1974 n. 216, che ha istituito la Consob. Queste azioni sono spesso al portatore perché destinate generalmente al grande pubblico.
- Azioni a voto limitato Sono azioni che subiscono una limitazione del diritto di voto rispetto alle azioni ordinarie (ad esempio, possono votare solo nelle assemblee straordinarie), fino alla sua totale soppressione. In questa ipotesi rientrano: 1) Azioni senza diritto di voto; 2) Azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di condizioni non meramente potestative; 3) Azioni con diritto di voto limitato a particolari argomenti. Se vengono emesse da società quotate in borsa, devono avere un privilegio dal punto di vista patrimoniale, secondo quanto previsto dall’art. 145 comma 1 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, venendo ad assumere la veste di azioni di risparmio o azioni privilegiate. Se sono emesse da società non quotate in borsa, il diritto di voto può essere limitato anche senza la concessione del privilegio patrimoniale.
- Azioni correlate Sono azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un determinato settore. Sono disciplinate dall’articolo 2350 comma 2 del codice civile e sono state istituite con la riforma del diritto societario entrata in vigore a gennaio 2004. Non concedono comunque diritto al dividendo se non sulla base di utili risultanti dal bilancio complessivo della societa.
- Azioni postergate Sono azioni che hanno diverse modalità di partecipazioni alle perdite. L’azione dunque subisce la perdita solo dopo il totale annullamento delle altre azioni. E possibile quindi creare azioni postergate nella partecipazione alla copertura delle perdite. Questo tipo di azioni non è ammesso alle contrattazioni di borsa ed inoltre non garantisce il diritto di voto in assemblea a meno che non sia esplicitamente previsto dall’atto costitutivo o dallo statuto della societÃ
- Azioni di godimento Sono delle azioni assegnate come rimborso all’ex azionista nel caso in cui le sue azioni siano state annullate per via di una riduzione del capitale sociale per esuberanza. Esse attribuiscono un diritto di partecipazione agli utili futuri ma non rappresentano una quota di capitale sociale e sono postergate rispetto alle altre categorie di soci. Gli utili saranno corrisposti a questa categoria di azioni solo successivamente alla remunerazione di tutte le altre categorie di azioni nella misura dell’interesse legale, e anche in caso di scioglimento della società il diritto alla liquidazione di un eventuale attivo residuale sarà posteregato rispetto alle altre categorie di azioni. Alle azioni di godimento è negato il diritto di voto. Esse scaturiscono dalla differenza di valore che intercorre tra il valore nominale dell’azione e il la valore reale della stessa; l’azione all’atto del rimborso ha un valore di gran lunga superiore a quallo originario (valore nominale)e per la differenza vengono attribuite queste azioni di godimento.
- Azioni a favore dei prestatori di lavoro L’art 2349 c.c. consente l’assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti della società attraverso un procedimento articolato: gli utili conseguiti vengono imputati a capitale e per l’importo corrispondente la società emette speciali categorie di azioni che vengono assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro. Per tali azioni, la società , può stabilire norme particolari riguardanti: la forma, le modalità di trasferimento e i diritti spettanti agli azionisti.
Il Mercato azionario è il luogo deputato alla negoziazione dei Titoli azionari. Non è necessariamente un luogo fisico e si distingue in primario e secondario. Sul Mercato primario sono collocate le Azioni di nuova emissione, mentre su quello secondario sono negoziati titoli già in circolazione. Le imprese emittenti pertanto raccolgono nuove risorse finanziarie solo tramite il mercato primario.
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